Riflessioni a caldo sul Convegno Enterprise 2.0 del Politecnico di Milano
A mente calda le mie riflessioni sul Convegno del 12 marzo organizzato dall’Osservatorio Enterprise 2.0 del politecnico di Milano. E’ legittimo che un partecipante al tavolo della discussione dia il proprio parere? Credo proprio di poter fare a meno di ragionamenti da “galateo” e dire la mia. Anche perchè l’occasione merita di non essere trattata in modo rituale. Evito “la cronaca”, o meglio, da questo punto di vista mi limito al “tabellino” che da solo dà il senso dell’importanza della manifestazione. Più di mille registrati di cui almeno settecento presenti, stipati, in due aule di via Ampere. Afflusso dei partecipanti fin da un’ora prima dell’inizio ufficiale. Ottima organizzazione ed accoglienza. Rapide procedure di registrazione. In sala molti dei protagonisti del web 2.0 mescolati a It manager delle maggiori imprese italiane e a qualche laureando del Politecnico. Insomma un successo: la prima vera occasione di riflessione sullo stato dell’Enterpise 2.0 in Italia. Tre pannel: la presentazione della ricerca del politecnico; alcuni case studies; la tavola rotonda di confronto, poco, fra alcuni fornitori di tecnologie. Tre pannel due piccole, discutibilissime, annotazioni personali tralasciando, ovviamente, ogni nota sul terzo pannel che è quello a cui ho avuto la fortuna di partecipare personalmente.
La ricerca, splendidamente esposta in due parti da Corso e Mainetti, brillanti come sempre, è sembrata veramente interessante e capace non solo di fotografare lo “stato dell’arte” ma anche di disegnare, per la prima volta, con chiarezza gli aspetti motivazionali di chi si appresta ad introdurre logiche social nell’impresa. Il tutto, ovviamente merita una riflessione approfondita da fare magari con il testo completo in mano. Così, a prima vista, mi limito a notare come, fra It Manager prudente, quello visionario e l’equilibrista forse è meglio contare, almeno per noi, su un Ceo lungimirante e capace di cogliere le sfide del mercato. Ma è solo una impressione a caldo. Ma la ricerca merita una riflessione molto meno superficiale di queste poche parole. Presto proveremo a confrontarci in modo organico.
Per quel che riguarda il panell delle esperienze concrete mi viene da annotare come ancora tanto ci sia da lavorare tra le immaginifiche simulazioni stile “Second Life” di Intesa e la intranet “rinfrescata” di Costa Crociere. Quello che mi è sembrato quasi del tutto assente in quelle esperienze è la riflessione sul “ruolo” dell’utente che poi dell’Enterprise 2.0 dovrebbe essere il problema centrale. Grandi aziende italiane ai primi passi, mi viene da dire, con iniziative in cui il punto di vista “tecnologico” e dell’IT sembra essere ancora del tutto predominante. Ora, a nessuno è evidente come a me che la tecnologia non possa essere considerata una semplice commodity. Sopratutto perchè il passaggio tra web 2.0 ed Enterprise 2.0 è molto di più di una semplice trasposizione o traslazione di strumenti social dal mondo internet a quello dell’impresa ed anche perchè le esigenze e le priorità tecnologiche di chi ha il punto di vista del business e della misurabilità dei propri interventi non può essere risolta assemblando qualche strumento “open”. Resta il fatto che non di sola tecnologia si nutre il fenomeno delle piattaforme social all’interno dell’impresa: a quando una riflessione sull’impatto in termini di governo e valorizzazione delle risorse umane? A quando una bella relazione di un uomo marketing o di un capo del personale? Aspetto fiducioso il prossimo convegno.
lg
Se volete, potete scaricare i documenti che abbiamo presentato:
Company profile
Cosa si intende per Enterprise 2.0
Cosa si può aspettare una impresa da..
Scheda we+workspace
Come introdurre il rinnovamento in azienda









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